Sulla fronte Tridentina, fra Garda e Brenta, il fuoco delle artiglierie nemiche fu ieri meno intenso che nei passati giorni.
Anche l' attività dei riparti d' assalto avversari si limitò a deboli tentativi di pattuglie.
Nella conca di Laghi (Posina) una nostra irruzione nelle linee nemiche a nord-est di Monte Majo, ci fruttò una decina di prigionieri.
Un combattimento d' eccezionale violenza s' impegnò invece nella notte sul 22 in Valle di Travignolo.
Dopo intenso bombardamento che sconvolse le nostre posizioni sul massiccio del Piccolo Colbricon (2512), ingenti forze nemiche mossero all' attacco, riuscendo a penetrare in alcuni tratti delle nostre linee nonostante la tenace resistenza dei difensori.
Accorsi i rincalzi, dopo mischia accanita, prolungatasi fino al pomeriggio di ieri, rioccupammo interamente le nostre posizioni.
Centinaia di cadaveri abbandonati sul terreno delle azioni, 60 prigionieri, fra i quali un ufficiale, 3 mitragliatrici e abbondante materiale da guerra da noi presi al nemico attestano lo scacco sanguinoso da esso subito.
Sulla fronte Giulia intense azioni delle artiglierie; tentativi nemici diretti contro le nostre linee a nord del S. Marco furono respinti col fuoco.

Firmato: CADORNA

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